un caloroso Benvenuto!
Essere Maestro di Casa è un'arte, una vocazione più che una professione. Molti accostano questa definizione alla figura del Maitre d'Hotel o a quella dello Chef Executive limitando l'influenza del Maestro di Casa al solo "Catering". A mio avviso, però, essa calza molto di più ad un Capo del Cerimoniale di un Ente Istituzionale o a un Direttore d'Albergo o, meglio ancora, ad un "padrone di casa" (leggi Albergatore) di alto livello. Il Maestro di Casa, sempre a mio avviso, deve avere una "visione globale" e naturalmente il "controllo" di tutte le attività che riguardano l'ospitalità: a partire dall'accoglienza all'arrivo dell'ospite, alla sua permanenza "in casa" con tutte le esigenze logistiche, gastronomiche, di svago, di lavoro, sanitarie e di sicurezza che si presentano ed, infine, al momento del commiato. Naturalmente queste attività sono sempre precedute da altre squisitamente organizzative e progettuali e sono poi seguite da altre che servono a rilevare la misura della soddisfazione e dell'apprezzamento prodotti ed al calcolo dei costi.
L'azione più importante, il biglietto da visita di una casa, è l'accoglienza! Il benvenuto deve essere piacevole, caloroso ma discreto, sorridente e mai confidenziale, in altre parole deve mettere a suo agio l'ospite senza invaderne le sfere personali e farlo sentire ben accetto..
Il commiato, al pari del benvenuto è un momento molto delicato in quanto può rimettere in discussione una serata perfetta (le persone ricordano con molta più facilità gli ultimissimi avvenimenti specie se sono sgradevoli). Un perfetto Maestro di Casa, nell'accommiatarsi non dovrà mai dimostrare impazienza e lasciare all'ospite la decisione del momento giusto per interrompere la visita.
I Padroni di Casa
Il/la padrone/a di casa deve accogliere con un sorriso ogni ospite (gli ospiti devono ricevere conferma che la loro visita sia la piu' desiderata). Deve, inoltre, avere anche un pur breve colloquio con tutti loro, mantenere il sangue freddo e il sorriso, minimizzando ogni "incidente" o "disguido" che dovesse accadere, rianimare le conversazioni languenti o tristi e allontanarle da argomenti spinosi o imbarazzanti per altri ospiti e interrompere le discussioni troppo accese, con tatto, cambiando argomento. 
In caso di invito a pranzo l'assegnazione dei posti puo' indicarsi con cartellini che riportino i nomi di battesimo dei commensali (se si e' in piu' di otto). Solo nei pranzi formali si indicano i titoli ed i cognomi delle persone. I padroni di casa siedono a capotavola e di fronte, quando il numero degli ospiti consente di trovare posto ad un'unica tavola. Alla loro destra l'ospite piu' importante e di maggior riguardo, non dimenticando l'alternanza uomo-donna tra tutti i commensali. Il padrone di casa avra' alla destra la signora piu' importante e alla sinistra un'altra signora; la padrona di casa: alla destra l'uomo piu' importante, alla sinistra un altro ospite. Inoltre "lei" siede dirimpetto alla porta d'ingresso della sala. Se questa disposizione non fosse possibile (ad esempio nel caso di un tavolo rettangolare con otto persone) la padrona di casa siede a capotavola, avendo di fronte l'invitato piu' importante.
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