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Parliamo di:

Galateo:
In italiano il termine galateo definisce l'insieme di norme comportamentali con cui si identifica la buona educazione: è un codice che stabilisce le aspettative del comportamento sociale, la norma convenzionale...

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La "mise en place":
I pranzi e le cene importanti richiedono: il sottopiatto (per tutta la durata del pranzo non verra' mai tolto), il piatto piano, la fondina; a destra dei piatti:il coltello (con la lama rivolta verso l'interno) e il cucchiaio...

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Tecnica di abbinamento:
La tecnica di abbinamento tra cibi e bevande, che in passato erano considerate completamente estranee, è oggi uno dei punti di forza ed un modo nuovo di sottolineare quanto siano efficaci determinate scelte. ..

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Inchieste:

Diamo inizio oggi ad una inchiesta che riguarda Castelli e Palazzi Storici della Campania, che toccherà tutte le provincie e che svelerà una piacevole sorpresa per qualità e quantità di questi edifici che a volte si trovano in località che in passato avevano grande importanza ma che oggi sono state dimenticate...

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Le "Sfere personali d'azione"

Tutti noi, analogamente al "territorio" degli animali, consideriamo nostro un raggio di azione più o meno ampio nello spazio che ci circonda e nel quale ci muoviamo e ci sentiamo a nostro agio, non permettendo a nessuno, se non con un esplicito consenso, di violare questa nostra vera e propria "sfera d'aria" che ci avvolge. Per essere precisi ci sono quattro tipi di "sfere" personali o meglio "zone":

1. La "Zona Intima" (che va dai 15 ai 45 cm dal nostro corpo) Fra tutte questa è decisamente la più importante per ognuno di noi, quasi fosse di nostra proprietà. Solo chi ci è affettivamente vicino (moglie, marito, figli, genitori, amanti,ecc) può avvicinarsi ed entrare nella nostra zona intima. A partire dalla nostra epidermide e fino a circa 15 centimetri da essa, esiste una sub-sfera profondamente intima, solitamente invasa durante contatti fisici di varia natura.

2. La "Zona Personale" (da 45 cm a circa 1,20 m) A questa distanza regoliamo i rapporti con gli altri esseri umani durante ricevimenti, funzioni sociali, feste, concerti e rapporti usuali d'amicizia.
3. La "Zona Sociale" (da 1,20 m a circa 3,5 m) Questa zona è solitamente deputata alle comunicazioni con gli estranei: con l'idraulico che ci sta riparando il lavandino in casa, con il postino, con i normali colleghi di lavoro e comunque con tutta quelle persone che non conosciamo bene.

4. La "Zona Pubblica" (oltre i 3,5 metri) Questa è la sfera nella quale ci muoviamo a nostro agio quando siamo per strada, quando passeggiamo tranquilli, insomma quando siamo calati nel mondo esterno. Un esempio: siete in un vagone della metro, l'aria è fastidiosamente calda e umida, siete stanchi e vi fanno male i piedi. La zona interessata è ovviamente quella pubblica ma, all'apertura delle porte, una folla di persone invade e riempie la vostra carrozza alla ricerca di posti disponibili. Voi vi alzate per lasciar posto ad una persona anziana o ad una signora e, improv- visamente vi trovate stretti, spintonati, schiacciati da altri corpi...fastidioso vero? Esiste, infatti, una oggettiva incongruenza di fondo che il vostro cervello rifiuta di accettare: dovreste trovarvi ad agire nella zona pubblica ma una moltitudine di persone sconosciute invade di forza la vostra zona intima, violando anche quella sociale e personale.

NB: Naturalmente le misure considerate sono assolutamente indicative. Le variabili in gioco sono tante e diverse, basti pensare all'ambiente culturale e tradizionale dove il soggetto nasce e cresce, oppure alla classe sociale di appartenenza. Le misure qui adottate sono relative a un campione di uomini adulti appartenenti alla "middle class" di origine americana o australiana. Per gli europei la zona intima si riduce di diversi centimetri e per gli asiatici è ancora notevolmente ridotta.

Interferenze

Alcune regole non scritte governano poi i nostri atteggiamenti "occidentali" in situazioni diverse, dove il contatto non richiesto con estranei è d'obbligo; per esempio in un'ascensore o all'interno di un vagone della metro:
1 Non è "permesso" parlare agli altri, e non si gradisce essere coinvolti in discussioni con estranei.
2 Bisogna evitare di fissare negli occhi, e ci infastidisce se qualcuno lo fa con noi.
3 Non sono permesse emozioni facciali: tutti quanti con espressioni da "pokeristi" che non lascino trasparire le emozioni.
4 Se si possiede un giornale o un libro, bisogna apparire molto assorti nella lettura; quando non lo abbiamo e vediamo qualcuno che legge, si prova una profonda invidia...
5 Negli ascensori è consuetudine alzare la testa e fissare i numeri dei piani che compaiono sul display.
E' soltanto un esempio, ma tutti noi siamo governati da regole non scritte. Attenzione dunque a non infrangerle in modo inopportuno, ma giochiamo di anticipo e con grande tatto. Tutto tornerà a nostro beneficio. Si prenda in considerazione un banco in un'aula predisposta a corsi di formazione: anche qui troviamo regole non scritte che toccano persino le zone di interferenza del singolo soggetto. Il banco (scrivania, tavolo, ecc.) è diviso in modo logico in due parti:
- la prima è la zona dove siede il soggetto e appoggia le braccia e i propri oggetti (quaderni, penne, libri, tastiera pc, mouse, ecc) e rappresenta la "proprietà", l'intimo (siamo dentro un raggio di azione che oscilla tra i 15/45 cm).
- la seconda è il bordo che delimita l'azione del docente oltre il quale non dovrebbe andare.... Il discente non ama (ma subisce) l'invasione territoriale del docente che tocca, usa, scarabocchia, cancella, sposta (certamente mosso da buoni fini - è li per far comprendere in fondo-) ma ignora la zona intima, la esclude, l'annienta, e la sua azione nata da buoni propositi, sortisce l'effetto contrario. Il discente (offeso, violentato, smarrito) non ha avuto il tempo di reagire e non accettando l'intervento del docente, non stimola l'apprendimento e vanifica l'azione formativa appena conclusa.